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Ansia
Ho la RCU e ho 21 anni, sono una studentessa e per quanto giovane sono abbastanza stressata.
La cosa che più non sopporto della mia malattia è l'ansia. Se devo uscire è una tragedia, devo andare almeno 4 volte in bagno se è mattina e 1 se è il pomer. Mi aumenta il battico cardiaco (che è già veloce!!) e la pancia comincia a farmi male. Questo mi succede quando sono a casa ma una volta fuori sembra scomparire. Al cinema mi succede sempre, cuore a mille mani che sudano e io che devo correre in bagno. Sangue naturalmente, quasi mai feci!! Il mio dottore dice che è abbastanza normale vista la mia malattia e che devo stare tranquilla. Ma non ci riesco, sono sempre in tensione e ho sempre paura che devo andare in bagno quando sono fuori. Il mio ragazzo dice che il mio problema prima di partire dalla pancia parte dal cervello. Ma io non so come fare a tranquillizzarmi, la camomilla non ha nessun effetto! Capita anche a voi? |
Anch'io sono particolarmente ansiosa e stressata.
Basta una piccola cosa a stressarmi e a farmi venire l'ansia, ad esempio, mi mette agitazione non conoscere il percorso quando devo andare da qualche parte (pur avendo il navigatore), oppure sentire delle persone che discutono animatamente, e tante tante altre cose. E allora cominciano i "borbottii", l'aria e le corse in bagno (fortunatamente senza sangue). E' una cosa che proprio non riesco a controllare, ogni sera bevo una tisana rilassante ma, evidentemente, non é sufficiente. |
L'ansia e' sempre stato anche per me il piu' grande attivatore della cu... quasi non me ne rendevo conto, ma soprattutto nei periodi in cui non stavo bene, la sera e di notte mi svegliavo letterlamente nel panico, tesissimo e ogni volta che mi fermavo ad ascoltare il mio respiro, dovevo calmarlo perche' era sempre affannoso.
Poi sono andato da un neuropsichiatra. Mi ha parlato della sindrome di allarme che io provo verso molti aspetti della vita, sia a breve che a lungo termine. Mi ha dato il Cipralex che prendo da qualche mese e devo dirvi che dal punto di vista ansia e' stato un toccasana. Di notte quando mi sveglio sono rilassato, e lo stesso al lavoro etc. , anche se non vorrei restare dipendente di un altro farmaco! Ma a volte ci si puo' aiutare riflettendo sul fatto che non si puo' prevedere tutto nella vita, ma non vale neppure la pena di stare in allarme preventivamente per quello che potrebbe succedere. Unica cosa negativa del Cipralex, un certo abbassamento della libido, che pare uno dei possibili effetti collaterali. |
Io non ho mai sentito parlare di sindrome da allarme. Mi potresti spiegare brevemente cos'è per favore?
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Scusa minstrel boy siccome soffro pure io di ansia associata ad attacchi di panico sono alla disperata ricerca di un farmaco che non dia effetti indesiderati al colon. A titolo informativo l'assunzione del Cipralex ti ha dato diarrea, crampi, insomma sintomatologie correlatate alle nostre patologie? Ti ringrazio.
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Anche io in certi periodi sono particolarmente stressata e agitata.
Vorrei poter cercare di controllare tutto nella mia vita ma soprattutto vorrei controllare quella degli altri. Vorrei che le persone che mi stanno accanto continuassero a star bene e essere felici. A volte mi prende il panico perchè sò che non posso controllare la vita ne la mia ne soprattutto quella degli altri e quindi mi spavento e penso a tutto ciò che potrebbe succedere. Questo mi crea degli attacchi di panico e a volte tachicardia. Forse dovrei rivolgermi ad uno psicologo. |
Vi riporto l'annotazione del neuropsichiatra:
Citazione:
Per la mia esperienza posso dire che col Cipralex sto meglio, non so se come CU (lo prendo da solo pochi mesi e la mia patologia fortunatamente non grave non si manifesta con enorme frequenza, pur non essendo mai stato veramente in "remissione") ma sicuramente a livello personale, da solo e nelle relazione degli altri, sono calmo. Il medicinale ha come effetti collaterali, a quanto c'e' scritto nella scatola, anche la diarrea, ma: 1) bisogna prenderlo a stomaco pieno 2) il neuropsichiatra mi ha detto appunto che di solito fa bene a "noialtri". Per ora, a parte il calo della libido che vi dicevo, che devo ancora pienamente valutare, non ho avuto altri problemi. Spero di esservi stato d'aiuto! |
Citazione:
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Ho 21 anni e in certe situazioni mi facevo prendere davvero dal panico, tanto da sentirmi male. La mia ge ha detto che piuttosto di vivere queste situazioni di tensione estrema sarebbe molto meglio che prendessi una sorta di tranquillanti, così ora, solo al bisogno, prendo alcune gocce di lexotan. Dice che ovviamente rilassa tutto il corpo perciò non sottopone a stress nemmeno il nostro crohn. Devo dire che questa settimana l'ho preso prima degli esami all'università e fortunatamente li ho vissuti con tranquillità.
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Trovo in questa sindrome di allarme qualcosa che mi accomuna. Pensate che sarei tentato a non curare la mia proctite ma prendere magari un ansiolitico al bisogno. Aspettiamo ancora un mesetto poi chiederemo pareri al g.e.
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Oggi sono tornato, a distanza di qualche mese, dal neuropsichiatra. Gli ho detto degli effetti positivi della cura e mi ha riferito che ha avuto diversi risultati positivi su persone affette da CU che guarda caso spesso sono anche ansiose. Lo stato di allarme porta, tra gli altri effetti fisici, la contrazione dei muscoli, e degli organi interni. Ora mi chiedo se dovrei abbinare un po' di analisi, perche' alcune esperienze della mia vita mi hanno probabilmente condizionato a sentirmi sempre un po' "indifeso" e quindi appunto costantemente all'erta.
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Anche io sono ansiosissima.
Per andare a scuola mi tocca svegliarmi un sacco prima perchè mi viene l'ansia e devo andare al bagno tante volte. (anche 5/6 volte.) Se mi capita che la sera devo fare qualcosa vado anche prima di uscire. Per non parlare dello stresso continuo :"oh no e se dovessi aver bisogno del bagno quando sono fuori?" E' un dramma. Per calmarmi un po' (quando sono moolto agitata) prendo una decina di gocce di Xanax. Aiutano parecchio. |
Ciao a tutti.
A distanza di un anno, vi aggiorno sulla situazione, sperando che i miei commenti possano essere utili a qualcuno. I risultati sono stati positivi. Dopo aver raggiunto le 10 gocce al giorno di Cipralex (la dose consigliata) e notando una calma quasi eccessiva, previa consultazione col dottore ho cominciato a calare, fino ad arrivare, in estate, a 5 gocce al giorno. Contemporaneamente ho iniziato, da autodidatta, a praticare la meditazione. Ora, questa ad oggi mi pare una delle scelte più fortunate della mia vita. Considerate che non occorre aderire ad alcun credo etc. ma solo lavorare su sè stessi. Mi sono un pò dilungato ma come vi dicevo la calma che vivo ora (e sono un ultra principiante) non ricordo nemmeno da quando la sperimentavo. Prendo ancora il Cipralex, 3 gocce al giorno. Il Doc mi ha detto che così poche è come non prenderle, ma io vado avanti a scalare una per una, piano piano. Mi ha trovato molto più sereno. Stessa cosa il dentista. Non digrigno più i denti come facevo. Non mi sveglio più con ansia. Anzi molte mattine con un senso di pace. Ho la sensazione di aver trovato la mia via. Ma non voglio tediarvi, solo proporvi una via per calmare l'ansia, sperando di non cantare vittoria troppo presto. P.S. Un commento sul Cipralex. Non posso che parlarne bene. Prenderlo mi è servito per capire come è la normalità di chi non vive constantemente in ansia. Una volta vissuta, mi sono reso conto di quanto fosse assurdo l'altro approccio. |
L'ansia come la paura fanno parte di me. Quando ero da sola e avevo bisogno di andare a pagare le bollette di andare a far la spesa qualunque cosa avessi bisogno fuori di casa andavo con mia mamma. Era più forte di me. Anche quando dovevo andare a fare i controlli non andavo mai da sola. Avevo paura ad uscire da sola se lo dovevo fare mi si accelerano i battiti e se potevo farne a meno non uscivo.
Adesso per esempio sto aspettando settimana prossima per andare ancora dal ge e so già che quando vado mi dirà di prendere l'appuntamento per la colon. Pensare che dovrò farla mi fa venire l'ansia. |
Penso che l'ansia sia una caratteristica normale di ogni persona. Il vero problema forse è come siamo in grado di gestirla: siamo comunque capaci di affrontare le situazioni o ci facciamo travolgere da questo sentimento senza essere più in grado di reagire alla vita?
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In parte sono d'accordo con quanto dice Saretta, anche perchè se ad una persona, quantomeno apparentemente, l'ansia non producesse grosse conseguenze, si tratterebbe solo di contrastarla. Tuttavia non sono convinto che l'ansia sia uno stato naturale, anzi credo che la nostra mente ne sia naturalmente priva ma poi per una serie di circostanze e condizionamenti ne viene invasa... dal punto di vista della nostra patologia credo che sia più importante cercare di essere calmi, e vi dirò di più, penso che sia possibile ottenere questo, anche vivendo tutte le esperienze della vita che normalmente ci agitano.
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Tendenzialmente non sono una persona ansiosa, ma da un paio d'anni a questa parte sto provando su me stessa quanto certe situazioni possano farmi cambiare sotto questo aspetto.
Nel mio caso sono costretta a mettere sotto accusa la mia RCU, che per tanto tempo mi ha dato come sintomo prevalente diverse scariche al giorno di diarrea improvvisa. C'è stato un periodo in cui questi non erano più episodi saltuari ma erano diventati una consuetudine, e piano piano mi sono accorta che iniziavo ad aver paura di uscire senza avere almeno un assorbente addosso. Non parliamo poi delle volte in cui mi capitava di dover fare un po' più di strada. Persino una ventina di chilometri in macchina costituivano una preoccupazione, col pensiero fisso di non saper che fare se durante il tragitto avessi avuto una sgradevole urgenza. Ovviamente a questi timori si accompagnavano i tipici "strizzotti" allo stomaco e una lieve accelerazione del battito cardiaco. Per non farmi sopraffare dall'ansia ho cercato di lavorare su me stessa e sulle mie reazioni, appena il cuore batteva un po' di più o lo stomaco si chiudeva cercavo di controllare il respiro, ripetendomi che non c'era motivo di preoccuparsi e che potevo stare tranquilla. Forse tutto questo è servito, forse no... so soltanto che adesso non mi capita più, ma credo che sia così perché sto molto meglio e quelle odiose urgenze sono tornate ad essere un'eccezione, non più la norma. |
Per quella che è la mia modesta esperienza, è indispensabile praticare quelle tecniche anche quando si sta bene, per padroneggiarle. Ci vuole un metodo che si apprende solo con l'applicazione e che, patologia a parte, migliora la qualità della vita. Ci vorrà un anno o 10? Non si può dire.
Ma ogni passo nella giusta direzione conta. |
Caro minstrel boy, anch'io sono abbastanza ansioso e nel 2005 ho fatto una cura per un anno con cipralex compresse, una al mattino, perchè avevo delle extrasistole (battiti ectopici) di origine ansiosa diagnosticate dal cardiologo tramite ecg. Non essendo fortunatamente di natura organica, necessitavo di terapia ansiolitica. I benefici sono stati quasi immediati, non ho notato nessun calo della libido, l'unica cosa riscontrata è stata quella di vivere in uno stato di leggero torpore per tutta la durata della cura.
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Kathy l'ansia per noi è una brutta bestia! Molto spesso mi son dovuto astenere dalle uscite con gli amici (ho 23 anni quindi posso dire di capirti benissimo) per paura di avere qualche inconveniente, e molte volte quando sono in giro, sto sempre col pensiero! Infatti la sera prima di uscire di casa prendo una compressa di mesalazina e controllo di averne dietro... È una cosa tremenda!
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Attenzione - a mio parere - non è la rcu a dare ansia, ma bensì il contrario. E' la rcu che si ciba dell'ansia per progredire o per manifestarsi. Più calma in tutto e meno stress. Ad esempio, personalmente ho imparato a convivere con lo stress.
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Mi ritrovo pienamente in ciò che ha scritto Lety. Assorbenti per il ciclo ormai li uso tutti i giorni, la paura è troppa. Prima di uscire "obbligo" di andare in bagno e se proprio non riesco, per il tempo che sto per strada (e quindi lontana da un bagno) l'ansia e il batticuore sono a mille, e non riesco a gestirli nemmeno con il controllo della respirazione. Se so che il bagno di casa è occupato mi prende l'ansia e a quel punto devo andare io in bagno facendo uscire chi c'è. Quando c'è da uscire con gli amici si va solo ed esclusivamente in luoghi con il bagno. E chiaramente anch'io molto spesso ho evitato proprio di uscire. Col cortisone questi stati d'ansia continui non li ho affatto. E' la mia testa, e la malattia ne approfitta. Che disastro!
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Kathy purtroppo io sono come te. Sembra farlo apposta, la malattia è come se mi segua. Esco di casa e dopo due secondi devo andare al gabinetto, magari è solo aria o sensazione, ma che ci posso fare.
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Kathy mi ritrovo nelle tue parole.
Sono ansiosissima e ringrazio di avere due bagni in casa o non potrei sopportare attese e porte chiuse. Spesso ho evitato di uscire o sono arrivata in ritardo per questo problema, prima risolvevo con un poco di valeriana, ho provato anche con i fiori di bach ma ammetto che è proprio una cosa di testa. Mi agito, mi sudano le mani, panico puro, battito cardiaco a mille. Un vero fastidio insomma. Poi magari quando sono fuori, con il moroso, con amici, mi rilasso e non penso più a nulla e non ho nemmeno bisogno del bagno, ma comunque gli attimi precedenti (od addirittura i giorni se sono cose programmate come cene, concerti e altro) sono davvero impanicata. Giro con cambio, carta igienica e salviettine umide nella borsa, in auto. Non che questo mi tranquillizzi ma.. non si sa mai! E devo sempre avere un poco di loperamide dietro (che non prendo praticamente mai), ma il solo averlo in borsa mi tranquillizza. Tutti espedienti psicologici per stare un po' meglio. L'assorbente però non l'ho mai messo. |
Negli ultimi due anni, l'ansia, associata ad umore spesso depresso, mi sta togliendo qualsiasi entusiasmo.
Temo, purtroppo, che le cause siano molteplici, dipendenti da caso a caso e non sempre risolvibili con la semplice forza interiore o volontà o con il dialogo con uno specialista. Vorrei sollevare una questione meramente "chimica": una carenza alimentare forte di diverse sostanze nutritive, persistente nonostante si cerchi di avere un'alimentazione quanto più equilibrata possibile (cosa che nel nostro caso, spesso non può essere fatto), porta a stanchezza, stress fisico e quindi consapevolezza di non essere in grado realmente di essere al passo con chi, al contrario, è sano. Le fasi di malessere sono spesso alternate a fasi di benessere e ciò aggiunge ulteriore stress perché viene meno la nostra capacità di fare progetti magari anche a breve termine perché, obiettivamente, spesso ci capita di stare male da un giorno all'altro. Un altro elemento da non trascurare è il fattore "medicine": chi prende cortisone, associato ad immunosoppressori, ingerisce qualcosa che è un veleno per il tono dell'umore, qualcosa che modifica profondamente la nostra percezione della realtà e dei pericoli e accresce gli stati d'ansia. Parlo per esperienza personale: una psicoterapeuta mi disse che finchè si prende cortisone, anche a dosi di 5 mg, c'è molto poco da fare. Purtroppo, anch'io devo riportare, come ha detto pedro, una impossibilità nell'assumere gli antidepressivi citati: a me hanno dato numerosissime scariche. A tutto questo, a mio parere, si associa la difficoltà nel fare capire i nostri stati d'animo. Temo, purtoppo, che anche molti medici, non riescano a capire il vero problema nostro, al di là del dolore fisico. Vedere un intestino ulcerato, sanguinante, infiammato, è relativamente facile ma vedere la connessione fra questo dolore fisico e le modificazioni che avvengono nella nostra mente, è tutt'altra cosa e penso che in pochi riescano a capirlo. Tutti questi elementi danno ansia, creano lo stato di allarme. Forse su alcuni si può effettivamente lavorare (anche con farmaci adatti), su altri è quasi impossibile. Come in altri ambiti, temo si dovrà comunque raggiungere un compromesso anche con l'ansia, nulla più. |
Mamma mia ragazzi, leggendo tutto ciò mi ha fatto sentire meno solo. Mi rendo conto che ogni singola parola che avete scritto mi rispecchia, e un po' mi solleva visto che tutti dicono che dipende da me, che sono io a dover trovare una soluzione essendo la mia testa la causa del mio problema.
Oramai non ho più vita sociale... a soli 26 anni è brutto da dire, non ho più stima di me, e a volte reputo inutile la mia vita. Ogni mio singolo gesto è fatto in considerazione del bagno, come si presenta qualcosa di nuovo è il panico, non prendo mezzi pubblici, esco solo per casi eccezionali e quando mi tocca farlo devo prima andare in bagno, anche se sono solo piccole scariche di muco o semplice aria. Grazie per i vostri consigli... voglio tentare anche io di sentire uno specialista e magari di associare alla mia terapia con humira dei calmanti! Grazie di tutto e a presto sperando di portarvi novità. |
Anch'io mi ritrovo tantissimo con quello che avete detto!
Fino a prima che mi dicessero che avevo il crohn pensavo che fosse solo psicosomatico, visto che tutto mi è cominciato con un' influenza intestinale che mi ha portato una volta a sporcarmi perchè non sono riuscita ad andare in bagno. Da quella volta (3 anni fa) ho sempre avuto il panico! Ora mi hanno detto che ho questa malattia, così almeno so che se vado in bagno 10 volte al giorno non è solo colpa mia e della mia mente, però mi rendo conto che nonostante tutto in buona parte contribuisce. In effetti è raro che debba andare al bagno se non ci penso, ma come dite voi appena mi sfiora il pensiero di non poterci andare per qualche motivo è il panico e devo correre! |
E' incredibile! Pensavo che questi problemi fossero solo miei, tipici del mio carattere e invece li vive la maggior parte di chi ha queste malattie.
Io devo uscire di casa alle 7 e 30 di mattina per prendere l'autobus per andare all'università e mi alzo alle 5 per andare in bagno almeno 5 volte; appena arrivo in facoltà ci rivado anche se non ne ho bisogno, per sicurezza; appena però inizia la lezione sto bene e non ci vado neanche nella pausa! Vivo nella paura e ultimamente spesso mi manca il respiro e il battito cardiaco aumenta. L'assorbente e il cambio sono d'obbligo e se devo fare qualcosa di importante la sera prima prendo il cortisone. Ho pensato anch'io a qualche tranquillante e leggendo i vostri post parlerò al più presto con il mio medico. Chissà la situazione migliori, grazie. |
Anch'io ho 21 anni ed ho i tuoi stessi problemi prima di ogni esame, la mattina prima di uscire da casa per andare all'università è una odissea, però poi mi tranquillizzo e ritorno alla normalità. Ti posso dire che secondo me è proprio una questione psicologica, perchè la tensione nervosa accumulata colpisce il nostro punto più debole, il nostro Colon.
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Ciao ragazzi.
con tutto quello che dobbiamo sopportare quotidianamente è normale che viviamo in un continuo stato di allarme e di paura. Convivere con la nostra malattia è tosto, siamo sottoposti a continui stress creati da come vanno le analisi cliniche e strumentali, a ciò che dice il ge, a quello che i farmaci che prendiamo può provocare al nostro fisico come effetti collaterali, alle altalenanti nostre condizioni di salute, alle limitazioni sul mangiare o sul bere. Quando usciamo, penso che tutti o quasi pensiamo dove possa essere il primo bagno disponibile (io lo considero ormai un luogo di culto). Quando dobbiamo affrontare un viaggio stiamo 3 ore a scegliere le medicine da portarci ( mi manca solo il defibrillatore ormai...) etc. Io da anni mi faccio aiutare da uno psicologo ed accompagno la mia vita con il mdc anche con l'aiuto di psicofarmaci. Il ge concorda con questa scelta, perchè mi dice che se ho bisogno di un piccolo aiuto esterno per stare meglio, va bene. Leggendo le vostre testimonianze mi sto rendendo conto che qui di gente tosta e con una grandissima forza è pieno... complimenti. luigi |
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