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Paura di perdere il lavoro
Ciao a tutti, mi chiamo Andrea e ho 36 anni. Dopo qualche anno di episodi mensili di 4 o 5 scariche di diarrea nell'ultimo anno sono peggiorato. Cosi dopo vari esami la conclusione delle biopsie è stata di probabile colite linfocitica.
Io non ho problemi grandi come ho letto nei vostri post. Magari ho una o 2 giornate di diarrea a settimana , poi nel resto dei giorni sto bene. Il grosso problema è il lavoro. In quelle giornate mi devo assentare e ormai le ferie le ho usate e non posso andare dal medico per un giorno. Io faccio l'elettricista, spesso il bagno non c'è, o continuo a cercare dei bar o corro alla sede che magari dista 10 km. Ora ho iniziato asacol 800 3 compresse al giorno. Se non miglioro poi passeremo al cortisone finita l'estate. Voi come fate al lavoro? Grazie. |
Io durante le recidive stavo a casa, a parte il correre in bagno (io faccio l'impiegata e per fortuna ce l'ho a 5 metri dal mio ufficio) stavo male fisicamente, febbre, debolezza, nausea, quindi impossibile stare al lavoro. Vedrai comunque che con asacol e cortisone il problema diminuirà notevolmente, perché le scariche saranno diminuite.
In bocca al lupo!! |
Hai pensato a fare richiesta per l'invalidità? In base alle condizioni potrebbe spettarti un tot di giorni al mese. Come mai non ti metti in malattia quando stai male anziché prendere giorni di ferie?
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Il problema della malattia era che il mio medico di base non voleva darmela. Mi diceva che poi avrei avuto problemi, mi potevano licenziare e poi venivano i controlli. Insomma mi ha dato la malattia i primi 2 attacchi poi ho sempre dovuto usare le ferie. Infatti quest'anno per me niente ferie.
Adesso che ho un esito con scritto nero su bianco che non mi sto inventando di stare male spero che le cose cambino. |
Scusa ma è assurdo, come può un medico non darti la malattia per un'infiammazione cronica intestinale? Poi scusa, se fosse venuto un controllo come poteva dimostrare che tu non stessi male davvero? Credo tu abbia anche l'esenzione, esiti di esami, insomma non siamo malati immaginari...abbiamo tutto il diritto di stare a casa quando stiamo male.
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Si tieni conto che fino a un mese fa io non avevo nessun esito ancora. Ora spero cambino le cose.
Scusa la domanda che magari è sciocca... Ma che esenzioni si possono avere? Io non ne so nulla e nessuno mi ha detto nulla. |
Innanzi tutto, una volta certificato lo status di paziente cronico, avrai diritto ad alcuni esami del sangue gratis e a degli esami strumentali e non (ad esempio colonscopia/gastroscopia, esame istologico), poi in base alla gravità della malattia se richiedi l'invalidità puoi avere un tot di giorni al mese in cui puoi assentarti per malattia (dovrebbero essere 3 ogni mese, più gli eventuali giorni di malattia di cui puoi necessitare) e potresti anche avere una sorta di pensione. Mi rendo conto di non essere stata molto chiara nella spiegazione ma purtroppo di queste cose ci capisco poco. C'è una sezione apposita che puoi visitare, qui nel forum, dove sono raccolte tutte le informazioni utili al riguardo: "Invalidità civile, Leggi e Agevolazioni".
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Ciao, le MICI sono inquadrate nella sanità come malattie croniche invalidanti. Devi informarti con il tuo medico di medicina generale che avrà cura di inviare la richiesta all'INPS per farti sostenere la visita collegiale per l'accertamento della invalidità civile e della L. 104 (handicap). Si devono chiedere contestualmente tutte e due. La prima, invalidità superiore al 67%, ti da diritto all'esenzione totale dal pagamento del ticket per prestazioni specialistiche (esempio colonscopia, esami del sangue, ecc.) e la seconda ti consente di stare assente 3 giorni al mese per cure o di effettuare un orario giornaliero ridotto. Io lavoro nel settore pubblico. Non so se nel privato è lo stesso. Sono affetta da RCU ed ho subito una colectomia totale. Alla visita di invalidità mi hanno dato l'80% e riconosciuto lo stato di handicap, ora, dopo la ricanalizzazione, in sede di revisione, mi hanno riconosciuto il 100% e confermato l'handicap. Tutto questo ci consente, nella scarogna di essere ammalati, di fruire di qualche agevolazione e di... spendere meno per la gestione della patologia.
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