Ciao
Mi accodo all'esperienza di Ferenc per sottolineare quanto sia importante, contrariamente a quello che la medicina ufficiale sostiene, un regime alimentare adeguato e tarato sulla situazione di un sistema digerente che ha dei problemi.
La mia esperienza è quella del MDC diagnosticato solo 3 anni fa con certezza, ma attivo da oltre 10 a livello di fistole plurirecidive e plurioerate (se solo lo avessero diagnosticato allora...).
Dopo la sesta (6) operazione per fistola a ferro di cavallo (la più bastarda) l'ospedale presso cui ero in cura ha ritenuto di inizare la terapia biologica, per cui, prima Humira senza successo, poi dopo alcuni mesi Infliximab, con parziali risultati. La situazione tuttavia a livello intestinale era ancora compromessa, scariche più volte algiorno, dolori, gonfiori e tutti i fastidi connessi.
La cosa più inquietante a cui ripenso è che come detto da Ferenc, il GE che mi seguiva allora nonostante le mie domande non mi ha mai dato nessuna direttiva sulla dieta da seguire. Mi sono sempre chiesto "ma come, si tratta di una malattia che riguarda l'apparato digerente, c'entrerà pure qualcosa l'alimentazione che seguo...".
Il fatto è che non danno nessuna direttiva PERCHE' NON NE SANNO NULLA, perchè la medicina moderna è iperspecializzata in microparti, non prende in considerazione l'organismo come un "sistema" di organi che funzionano fra loro, e quindi tende a curare il sintomo e non la causa.
Insomma, visto che dopo un anno di terapia immunomodulante i risultati non erano ancora soddisfacenti e che il GE aveva ritenuto opportuno interromperla a favore di una bella colecotmia, ho deciso di guardarmi intorno.
Ho cambiato ospedale preferendone uno in cui l'approccio è più "conservativo" nei confronti degli organi, quindi la terapia è stata ripresa e tutt'ora continuata (e affiancata a altre).
La cosa che però ha fatto una differenza enorme è che di mia spontanea volontà ho deciso di sottopormi a una cura naturopatica prescrittami da uno specialista, fatta di vari integratori naturali che sopperiscono alle carenze di un intestino che non funziona a dovere e ho radicalmente cambiato la mia dieta.
In un anno di questa terapia (che in pratica è l'unica cosa che ho cambiato rispetto a prima) il risultato è che le scariche sono sparite, non ho più i fastidi continui come gonfiore, dolore all'addome, le feci sono formate e le evacuazioni sono radicalmente diminuite a una frequenza quasi normale. Le ultime analisi ematiche hanno dato dei valori di PCR di 1.5 contro i 9 con cui viaggiavo mediamente prima. Non assumo più cortisone da quasi un anno, mentre prima ero costretto a intergrarlo verso la fine dell'effetto dell'Infliximab per arrivare all'infusione successiva (e a malapena arrivavo a 6 settimane di effetto, mentre ora arrivo tranquillamente a 8).
A differenza di Ferenc io mangio cereali eliminando solo le cose lievitate e che hanno mollica (pane, pizza, focacce, brioches etc...) e mangio comunque legumi (piselli e ceci, fagioli no).
La cosa che ho notato fare una ulteriore differenza è la quantità di carne che mangio: sia bianca che rossa è più fastidiosa per me, quindi l'ho diminuita a massimo una volta a settimana, e praticamente solo bianca.
Il pesce è un toccasana, come il riso.
Per quello che riguarda le verdure io seguo il consiglio del naturopata e per ora mi limito a quelle a foglia piccola (rucola, valeriana) evitando lattuga e altre troppo fibrose. La frutta è per ora limitata a banane e mele.
Ho purtroppo eliminato latte e caffè di cui ero un avido consumatore, sostituendoli con latte di soia e caffè d'orzo, che comunque rappresentano un compromesso accettabile; i latticini sono minimizzati il più possibile.
Dolci, cioccolata, alcolici (tranne un bicchiere di vino rosso ai pasti) bibite gassate, crostacei (quelli mi uccidono), fritti, e altri alimenti che ho stabilito mi diano delle nette reazioni negative sono stati eliminati.
All'inizio effettivamente è un po' una fatica: riabituare completamente l'organismo a un'alimentazione radicalmente diversa è dura. Dopo un anno però i benefici ricompensano abbondantemente lo sforzo.
La cosa importante è che ognuno deve capire quale sia la dieta adatta per se stesso; non è univoco e uguale per tutti. Certo, ci sono alcuni alimenti che sicuramente vanno eliminati, ma io personalmente ho fatto un piccolo periodo di "sperimentazione" per capire quali fossero gli alimenti che mi causavano delle reazioni negative evidenti.
Lo stress è un'altra cosa da tenere sotto controllo: questa è quella situazione in cui avere quel pizzico di "sano egoismo" serve a migliorare la qualità della vita e tenere a bada la malattia, che del nostro stress si alimeta.
Anche questa è la mia esperienza personale, però spero che leggendola qualcuno di voi possa trarne spunti interessanti e magari iniziative personali che portino beneficio.
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