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Vecchio 21-01-06, 10:08   #2
PierPaolo
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Cara titti, mi sono permesso di usare il tuo intervento per aprire una nuova discussione.
In poche righe hai descritto molto bene il cambiamento che la lunga convivenza col crohn ha indotto nella tua vita.
Hai fatto ciò che tutti i malati di vecchia data fanno: adeguare la propria vita lavorativa, familiare, personale a quelle che sono le energie disponibili. Questo cambiamento, quando si riesce ad attuarlo, consente di migliorare la qualità della propria esistenza.
Mi chiedi:
Citazione:
C'è stato qualche nostro amico/a che ha visto trasformare il crohn in tumore? Fra le tante cose che mi frullano in testa c'è anche questa!!!
Scusatemi ... non voglio rattristare nessuno ...
In tutti questi anni che navigo in internet ho appreso di un solo caso di tumore in un malato di crohn.
Per anni la medicina ufficiale ha "predicato" che i malati di crohn avevano la stessa possibilità di contrarre un tumore dei non malati.
Di recente la medicina ufficiale "sembra" aver aumentato la possibilità.
In ogni caso tranquillizzati.
La medicina ufficiale al momento non è in grado di fare previsioni statistiche attendibili.
In una malattia come il crohn è ancora più difficile fare previsioni individuali.

Però la tua domanda nascondeva un'altra domanda ancora più inquietante: Il crohn mi farà vivere meno?

Parlare della morte inquieta. E' socialmente riprovevole. Disturba. E' tabù.
E allora si sostituisce la morte con qualcosa che la evoca: una brutta malatia che si preferisce non nominare e se lo si fa ci sentiamo in dovere di chiedere scusa.

Comunque, credo che la Nostra aspettativa di vita sia uguale a quella della normale popolazione.
Adesso sono io a dovermi scusare per aver toccato certi argomenti. :D
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