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Vecchio 07-03-09, 15:53   #3
sara81
Occasionale
 
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Lunedì ho avuto una "tragica" riunione con il mio capo. Lavoro in un teatro, svolgo il ruolo di tour manager cioè organizzo la tournée della compagnia teatrale in Italia e all'estero. Lavoro stupendo, stimolante, interessante ma molto impegnativo.
A novembre ho avuto una ricaduta e mi sono trascinata per un pò i vari sintomi quali stanchezza, dolori, umore a pezzi.
Ora ho ripreso il trattamento con l'infliximab e sto un pò meglio. Ma proprio ora che mi sentivo di essermi ripresa ecco la "mazzata". Il mio capo, un'attrice eccentrica ed egocentrica, mi ha detto che vuole prendere una persona da affiancarmi perchè io non sono e non sarò mai al 100% e mi ha urlato in faccia per un quarto d'ora che io sono malata e me lo devo mettere nella testa e non posso pensare di recuperare, che se anche mi sembra di stare bene io non riuscirò ad essere sempre concentrata e mi perderò via delle cose importanti ecc. ecc.
Per quanto io sia riuscita ad accettare il MDC e per quanto sia consapevole del fatto che in alcuni momenti di forze proprio non ne ho, ho trovato questo discorso molto umiliante, l'ho letto in un primo momento come una sconfitta personale e anche sul piano lavorativo come una vittoria della malattia su di me. Ho pianto per due giorni chiedendo perchè le persone a volte sono cosi cattive.
Sono una persona caparbia e sono sicura di riuscire a fare bene il mio lavoro, sono anche onesta con me stessa e quando non ho più energie normalmente mi fermo.
Questo episodio mi ha solo convinta una volta di più che ce la posso fare, comunque!
Secondo voi è un modo di pensare sbagliato? Mi può portare solo a strafare?
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