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Vecchio 15-01-11, 12:01   #6
chittalink
Occasionale
 
Data registrazione: 08-01-11
Località: Lugo (Ra)
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Ciao a tutti, mi scuso per il ritardo della risposta ma non mi è arrivata la notifica via mail quindi non sapevo che era stato pubblicato il post.
Una cosa che mi ha colpito positivamente è il clima di solidarietà e condivisione (purtroppo di una cosa negativa) e la volontà forte di scambiare opinioni, emozioni ma soprattutto quella di essere in qualche modo di supporto pur essendo lontani e basandosi su un tipo di approccio relazionale diciamo virtuale.
Cercherò di rispondere ai quesiti posti:
la decisione di tenermi la stomia non l’ho ancora presa al 100% ma sono sono molto orientato. Il motivo è che dal novembre 2009 è l’unica cosa che non mi ha dato problemi, a parte il fatto che ci ho messo 3 mesi ad accettarla psicologicamente ma ormai è parte di me. A luglio mi sono fatto 6000 km in moto sotto il caldo cocente della Spagna, ho bevuto e mangiato praticamente quasi che mi pareva, se sei in giro non devi fare strane peripezie per utilizzare bagni in cui talvolta l’igiene è una utopia, e la mia compagna non ha nessun problema che riguardi l’intimità.
Se il moncone rimasto (da rimuovere al più presto) non mi dava problemi stavo benissimo e vivo la mia vita nella quasi normalità. E’ ovvio che avere sto coso attaccato alla pancia non è il massimo e qualche problema lo dà (saltuaria irritazione cutanea specialmente in estate) ma puoi mangiare quasi tutto e andare dove vuoi senza problemi.
Quindi perché mai (visto tra l’altro i miei precedenti) andarmi a mettere in un ginepraio con possibili pouchiti (piuttosto frequenti pare) fistole, infezioni, estrema attenzione per quello che mangio, irritazioni varie, bisogno di avere un bagno sempre a disposizione etc?
Mi sono stancato di sanguinamenti, dolori, anestesie etc, quindi vorrei chiudere il cerchio in qualche modo. I chirurghi sono propensi alla pouch perché sono giovane (relativamente visto i quasi 46 anni) ma ovviamente siccome la pelle è mia alla fine decido io, conscio che la decisione deve essere ben ponderata e soprattutto “sentita”.
Inoltre lavoro nella sanità dall’85 e conosco bene tutti i meccanismi e le dinamiche (positive ma anche negative) di questo mondo: questo mi ha portato indubbiamente dei vantaggi sotto molti punti di vista, ma da un lato sono piuttosto guardingo e dal punto di vista decisionale e del quadro clinico voglio che sia tutto chiaro sempre (talvolta non è stato così e mi sono accorto di certe cose e fatto "pressioni" solo perchè faccio sto lavoro..)
Per rispondere alla intolleranza alla mesalazina la sostituisco col cortisone, con tutti gli effetti collaterali che si conoscono (es diabete). Anche in questo caso spero sia l’ultima volta che lo uso.
Mi sa che mi sono dilungato un po’ troppo e prendo una tirata d’orecchi dagli amministratori.
Per vi mando un caro saluto e a risentirci presto.
luca
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