Arrivo un pò tardi ma ti riporto cmq la mia esperienza. Lo assumo da ormai poco più di 2 mesi, e considerando che di infliximab ho fatto solo la prima infusione circa 1 settimana fa e che l'azatioprina l'ho dovuta sospendere dopo una ventina di giorni avendo avuto una brutta reazione allergica, il rafton è stata l'unica reale terapia che ho fatto al momento. Al momento ne posso parlare solo positivamente, ha migliorato la sintomatologia (sia intestinale che generale: meno stanchezza, meno astenia, molta più voglia di "vivere"), i valori clinici (VES e PCR hanno iniziato ad abbassarsi) e senza alcun effetto collaterale al momento.
Ho anche cercato parecchio su questo farmaco e posso dirti quello che ho trovato: fondamentalmente è un derivato del classico cortisone formulato appositamente perchè la sua azione si svolga quasi soltanto a livello intestinale. Difatti è in capsule gastroresistenti, che non rilasciano il medinale nello stomaco ma solo nella parte finale dell'intestino. Inoltre è assorbito pochissimo e quel poco che viene assorbito viene quasi completamente distrutto dal fegato (da cui passa tutto il sangue che viene dall'intestino prima di entrare nella circolazione sistemica). Le concentrazioni di budesonide nel sangue sono circa l'1% di quelle ingerite, il che riduce tantissimo la maggior parte degli effetti collaterali dei cortisonici (che sono effetti evidenti per cure a lungo termine come le nostre).
I limiti al momento sono la scarsa azione nei casi con sintomatologia molto seria (il mio era un caso abbastanza lieve al momento) e il fatto che, pur essendo un ottimo farmaco per la cura dei sintomi, ha scarsa azione sistemica (e il MdC è fondamentalmente una malattia sistemica, anche se prevalentemente intestinale), per cui va associato ad altri farmaci come l'Aza o l'Infliximab per rallentare la progressione della malattia.
Nonostante questi limiti resta un ottimo farmaco e man mano che si va avanti sta sempre di più sostituendo o almeno limitando l'uso di cortisonici sistemici e di conseguenza gli effetti collaterali legati.
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